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Carboidrati: qual è la quantità giornaliera, di Guillaume Klein

Per il corretto funzionamento generale dell’organismo, abbiamo bisogno di un apporto giornaliero di carboidrati (zuccheri), in aggiunta ai macronutrienti lipidi e proteine e ai micronutrienti (vitamine, minerali, oligoelementi…) per un insieme equilibrato.

Questo apporto di carboidrati verrà trasformato in una riserva di energia sotto forma di glicogeno (riserva di zuccheri dell’organismo) nei muscoli e nel fegato.

L’obiettivo è regolare la quantità da consumare in funzione dell’attività della giornata e del dispendio energetico legato all’allenamento sportivo.

1) Il fabbisogno giornaliero di carboidrati

Raccomandazione in base all’attività della giornata:

  • Da 3 a 5 g per chilogrammo di peso corporeo al giorno.

Raccomandazione per uno sportivo in base all’intensità e alla durata dell’attività:

  • Da 5 a 10 g per chilogrammo di peso corporeo al giorno.

Esempio:

  • Per uno sportivo di 70 kg = da 350 a 700 g di carboidrati/giorno.

Esempi di porzioni da 50 g di carboidrati:

  • 100 g di pane.
  • 200 g di pasta cotta.
  • 200 g di riso cotto.
  • 250 g di lenticchie cotte.
  • 250 g di patate dolci.
  • 250 g di patate.
  • 80 g di fiocchi d’avena.
  • 40 g di cereali corn flakes.
  • 3 yogurt alla frutta.
  • 60 g di uvetta.
  • 2 banane.
  • 3 mele.
  • 2 cucchiai di miele.
  • 2 cucchiai di sciroppo d’agave.
  • 50 cl di succo di frutta.
  • 50 cl di bibite gassate.
  • 2 croissant semplici.
  • 2 fette di torta di mele.
  • 2 fette di pizza.
  • 100 g di patatine.
  • 40 g di caramelle.
  • 50 cl di succo di frutta.
  • 50 cl di bibite gassate.

L’obiettivo non è fare calcoli continuamente, ma familiarizzare con le porzioni da consumare, e si può vedere che con alcuni alimenti la quantità di carboidrati può aumentare rapidamente.

2) Consumare carboidrati di qualità

Oltre all’aspetto quantitativo, l’indice glicemico è un criterio che permette di classificare i carboidrati (zuccheri) da un punto di vista qualitativo, in funzione della loro capacità di aumentare la glicemia, cioè il livello di zucchero nel sangue.

IG elevato :

  • I carboidrati la cui digestione è rapida e che quindi faranno aumentare notevolmente la glicemia.

IG basso:

  • I carboidrati la cui digestione è lenta e che influenzeranno poco la glicemia.

Questa classificazione ha permesso di evidenziare alcuni tipi di alimenti con un indice glicemico elevato o addirittura molto elevato, principalmente gli alimenti raffinati e trasformati dall’industria agroalimentare, e quindi da limitare o evitare:

  • Cereali raffinati (riso bianco, pasta, pane bianco…).
  • Zucchero bianco.
  • Succhi di frutta, bibite gassate, bevande energetiche…
  • Torte, biscotti, pasticcini, prodotti da forno viennesi…
  • Yogurt dessert, crema dessert, gelati…
  • Cereali soffiati per la colazione.
  • Crema spalmabile industriale.
  • Patatine, snack salati…
  • Barrette di cioccolato…

Gli apporti di carboidrati da privilegiare:

  • Frutta e verdura fresche.
  • Frutta secca (albicocche, fichi, prugne secche…).
  • Tuberi (patata dolce, topinambur, pastinaca…).
  • Zucca (potimarron, butternut, zucca…).
  • Cereali integrali o semi-integrali e derivati (riso integrale, riso basmati, riso selvatico, quinoa, grano saraceno, miglio, fiocchi d’avena…).
  • Pane integrale (a lievitazione naturale, integrale, multicereale, ai semi…).

L’indice glicemico di un alimento ci informa sulla qualità dei carboidrati, ovvero sulla velocità con cui lo zucchero entra nel sangue; tuttavia, non tiene conto della quantità di carboidrati contenuta nell’alimento.

Se un alimento ha un IG elevato ma viene consumato solo in piccola porzione, avrà un impatto minore sulla glicemia rispetto a un alimento con IG basso ma consumato in porzione abbondante.

Esempio:

  • Consumando una porzione di riso integrale tre volte più grande di una porzione normale di riso bianco, il carico glicemico sarà più elevato con il riso integrale e avrà un impatto maggiore sull’equilibrio della glicemia.

3) La strategia « performance salute »

Se si consumano regolarmente e in quantità importanti alimenti che fanno aumentare bruscamente la glicemia, dopo ogni pasto si verifica una forte secrezione di insulina.

Da un lato affaticherà il pancreas, potendo a lungo termine causare problemi di diabete o diverse patologie, e dall’altro questi picchi insulinici non regoleranno la fame.

Provocheranno attacchi di fame e voglia di spizzicare che, per effetto rimbalzo, porteranno a un consumo eccessivo di cibo, favorendo l’accumulo di grassi e l’aumento di peso.

Nella vita quotidiana, è preferibile orientarsi verso una strategia a tendenza « low carb », utilizzando l’estremità inferiore dell’intervallo per il calcolo dell’apporto di carboidrati.

È un vantaggio per la pratica degli sport di endurance, perché il corpo imparerà a utilizzare maggiormente i grassi come fonte di energia, limitando la dipendenza dagli zuccheri.

Gli apporti di carboidrati vanno distribuiti principalmente intorno alle attività sportive, prima e durante alcuni allenamenti lunghi e/o intensi, per disporre appieno delle proprie capacità fisiche e ottimizzare così le prestazioni.

Ma anche dopo lo sforzo, durante la finestra metabolica, per ricaricare al meglio le riserve energetiche dell'organismo.

CONCLUSIONE

Per ottimizzare il capitale «prestazione e salute», l'obiettivo è limitare la dipendenza dai carboidrati, favorendo al contempo l'utilizzo dei grassi come fonte di energia.

Ogni individuo è diverso e ha il proprio modo di funzionare; alcuni avranno esigenze di carboidrati più o meno elevate.

Esistono basi e regole comuni, ma bisogna restare in ascolto del proprio corpo e delle proprie sensazioni, sia nella vita quotidiana sia durante la pratica sportiva.

Questo contenuto è stato pubblicato dal nostro Ambasciatore Guillaume Klein (Coach personale, esperto di nutrizione sportiva e salute / specialista in ultrarésistenza)

  • Diplomato Nutriformation, specializzazione in micronutrizione e nutr terapia
  • Formazione in nutrizione sportiva presso l'Académie de nutrition positive Evonutri
  • Coach di Ultra Trail formato dalla Lega di Atletica dell'Alvernia-Rodano-Alpi
  • Dietista nutrizionista del gruppo professionistico dell'FC Metz (dal 2018)
  • Dietista nutrizionista del centro di formazione dell'FC Metz (dal 2019)
  • Creatore del metodo EPIC®

Appassionato di sport e atleta di ultrarésistenza nella corsa e nell'ultraciclismo, Guillaume ha potuto sperimentare su di sé i benefici di un'alimentazione equilibrata e naturale, adeguata alle sue reali esigenze, e di un allenamento specifico e personalizzato. Guillaume apprezza i prodotti di qualità che rispettano le esigenze nutrizionali dello sportivo, ma anche, dal punto di vista della salute, una composizione il più naturale possibile.

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Se desideri maggiori informazioni o consigli, non esitare a contattare Guillaume tramite il suo sito www.naturenergy.live.

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