Ambasciatori Nutri-Bay @ XTERRA MAUI 2017 - Racconti della gara e foto Yannick Antoine: vicecampione del mondo M40-44
Il racconto di Yannick
Da dove cominciare? Da Kona? Dalla mia doppia qualificazione a giugno? O dal mio terzo posto a Maui nel 2016? Se vi piace leggere, si parte da qui; se invece volete soltanto il resoconto della gara, è più sotto, a partire da “Domenica 28/10: giorno della gara” 😉
Era grande la voglia di tornare qui a disputare i Campionati del mondo Xterra, per il mio ultimo anno nella categoria M40. Poiché le vacanze di Ognissanti cadevano dopo la gara, era l’occasione per rifare un viaggio in famiglia. Prima di tutto bisognava qualificarsi.
Xterra Grecia, prima possibilità: foro e sono costretto al ritiro dopo appena 7 km in mountain bike. Un’occasione persa...
Xterra Belgium. Non lascio nulla al caso: preparo questa gara andando a ricognire i percorsi e integrando al contempo allenamenti per l’Ironman (Klagenfurt è tre settimane dopo). Secondo nel 2016, spero di fare altrettanto bene, se non meglio. Arrivo di nuovo secondo e, scendendo dal podio, so che la qualificazione è acquisita.
Ironman Klagenfurt (Austria): vado per migliorare il mio tempo sull’Ironman, non per ottenere uno slot. In autunno sono previsti cambiamenti professionali e sarebbe difficile conciliare tutto con l’allenamento e una lunga permanenza nel Pacifico per due gare. Ma, nell’euforia di una buona gara (9h19), in cui mi classifico quinto M40, Michèle mi dice di accettare la qualificazione per Kona. A quel punto penso di tornare in Belgio tra le due gare per lavorare una settimana e anticipare al 15/09 la data di inizio del nuovo lavoro (quindi un mese prima di Kona), dicendomi che le ultime settimane prima della partenza sarebbero state difficili da conciliare (famiglia, nuovo lavoro, allenamento) e che la prestazione nelle due gare sarebbe stata probabilmente imprevedibile. Dopo aver verificato con il mio nuovo datore di lavoro, è fattibile. Let's go: faccio la doppietta, più per la sfida che rappresenta che per puntare a qualcosa di preciso in termini di posizione o tempo.
Sabato 14/10 - Ironman Kona. Non tornerò sulla gara: è stata davvero trooooppo lunga (questo post è già abbastanza lungo così 😁). È vero, dopo il 15/09 il mio allenamento era diminuito del 40-50% rispetto a una preparazione abituale per un Ironman, ma ho l’impressione di essere più fresco. Qui non ho più nulla da dimostrare, quindi decido di “rischiare”: prendere dei rischi per cercare di fare meglio, accettando anche di fare peggio. Il seguito lo conosciamo 😜. Anche se la controprestazione è stata notevole, non cerco scuse e ho vissuto una nuova esperienza sull’Ironman, con “sensazioni” nuove. Torno a casa per metà deluso, ma l’ottimista che è in me è per metà soddisfatto di aver concluso. Maui comincia qui...
Domenica 15/10: recupero con i delfini 😳🐬. Imballaggio della bici, cerimonia di premiazione e la sera stessa riprendo l’aereo.
Lunedì-martedì: viaggio di ritorno con una breve deviazione a Los Angeles e agli Universal Studios 😎
Mercoledì mattina sono al lavoro 🤓. Il recupero è ... discreto. Stanchezza del viaggio (lotto nel bel mezzo del pomeriggio), ma ho affrontato gran parte della gara di Kona in resistenza e il danno muscolare dovuto alla disidratazione, alla maratona e ai crampi c’è, ma alla fine la stanchezza generale è minore rispetto a quella dopo un Ironman corso “a tutta”. Alcune sessioni molto brevi e leggere, poi una buona uscita in mountain bike sabato seguita da un trail domenica con Geoffray e Stéphane mi rassicurano. Certo, non è la preparazione ideale, ma sono capace di spingere sulle salite e di aumentare l’intensità...
Lunedì-martedì: lavoro, ho smaltito il jet lag. Preparazione dell’altra bici, dei bagagli, ecc.
Mercoledì, si riparte! Tre aerei e di nuovo 12 ore di fuso orario dopo, arriviamo mercoledì sera a Maui.
Giovedì: ricognizione del percorso in mountain bike dopo un po’ di meccanica (il cavo del lockout è stato danneggiato durante il viaggio). È aperta solo la parte bassa del percorso (i primi 5 e gli ultimi 7 km), mentre la parte alta è troppo fangosa (ancora più dell’anno scorso). La cosa mi infastidisce perché siamo a -3 giorni e sarà impossibile fare soltanto la parte alta, per non parlare del rifare tutto il percorso a -2 o a -1: sarebbe troppo stancante. Le salite sono troppo ripide per poterle affrontare con calma e ora bisogna risparmiare energie per la gara.
Venerdì-sabato: spiagge, prova delle onde (quest’anno sono semplicemente enormi!!!) e ultimo allenamento di attivazione. Il sito xterraplanet mi considera tra i 5-6 favoriti della mia categoria (su 85, la fascia d’età 40-44 è la più rappresentata), e anche la stampa lussemburghese 😄. Un po’ di pressione, ma mentirei se dicessi di non pensare anche che il podio, e forse persino la vittoria, siano alla portata, almeno sulla carta. Ma una gara, e a maggior ragione un Xterra, non si corre sulla carta!
Domenica 28/10: giorno della gara. Colazione con pasta e prosciutto alle 6 del mattino (non sono abituato, ma ho -ancora una volta- fatto un pasticcio con il mio Gatosport la sera prima... no comment 🤐🤣).
Ci siamo! Il circuito si è asciugato, le onde sono più deboli: la gara sarà completamente diversa da quella dell’anno scorso, è sicuro! Sarà un vantaggio per me? Non ne ho idea... continuo a pensare che il mio piazzamento del 2016 sia dovuto anche a una buona gestione della difficoltà e della lunghezza insolita della prova. Bisognava essere resistenti e tenaci, spingere, pulire regolarmente la bici ed evitare problemi tecnici e cadute, cosa che ero riuscito a fare. Quest’anno bisognerà essere veloci.
Partenza del nuoto: per una volta mi posiziono all’interno, sulla traiettoria più breve! Mi dico che ci sarà battaglia, ma bisogna provarci, e mi sembra che il grosso del gruppo dei 40-49 anni (la mia batteria di partenza) sia più all’esterno. Parto bene, veloce, sotto le onde più grandi, poi le sensazioni sono buone. Sono in un gruppo, non arrancante come a volte mi capita. Uscita all’australiana, seconda andata, poi esco in circa 25’, 4’ meglio dell’anno scorso, e David mi annuncia che sono sedicesimo nella mia categoria. Con la partenza a batterie questo mi colloca 209° assoluto, ma in realtà ci sono già 350-400 concorrenti usciti dall’acqua (compresi quelli partiti 3’ prima) che sul percorso saranno davanti a me ☹️.
Si parte con la mountain bike. La stessa strategia del 2016: spingere forte per affrontare gran parte del dislivello nei primi 12 km, superando il maggior numero possibile di concorrenti. L’anno scorso a volte “bastava” passare in bici nei punti in cui gli altri camminavano, ma quest’anno tutti pedalano e quindi... si formano ingorghi. Bisogna gestire continuamente il momento in cui sorpassare e lo sforzo supplementare, perché bisogna passare velocemente prima del restringimento o del passaggio tecnico successivo. A volte rimango dietro a un piccolo gruppo in attesa, senza poter sorpassare, ed è frustrante. Le gambe rispondono, ma mi sento meno “tagliente” dell’anno scorso, lo percepisco bene. Arrivato nella parte alta del circuito, che non ho ricognito, commetto alcuni piccoli errori: freno troppo bruscamente, scelgo male la traiettoria. Ricordo il percorso, ma questo non mi dice in anticipo dove mettere la ruota. Perdo un po’ di tempo. Si crea un continuo sorpassarsi con alcuni concorrenti della mia categoria, ma riesco ad avere la meglio e ad aprire ogni volta un distacco. Negli ultimi 5 km la tecnica di guida torna fondamentale. Va tutto bene, a parte l’inizio dei crampi agli adduttori e ai posteriori della coscia. Negli ultimi tornanti prima di rientrare nella zona cambio devo lasciar rientrare e poi farmi superare da due concorrenti della mia categoria. La mountain bike è passata velocemente e mi sono divertito molto, ma so che la mia posizione è peggiore di quella dell’anno scorso (nel 2016 ero già terzo dopo la mountain bike).
Infatti, Michèle e poi David confermano che sono sesto già all’inizio del trail, anche se ci sono 3-4 concorrenti a circa meno di 2’. A quel punto non ci credo più molto: penso di poter provare a mantenere una top 10, eventualmente cercare una top 5 se davanti qualcuno cede. Mi superano 2-3 concorrenti. Ho le gambe di legno, i crampi iniziano a farsi sentire e bisogna affrontare 350 m di dislivello positivo (l’equivalente del trail di Tintigny 😉) nei primi 4,5 km... Ho preso una borraccia da tenere in mano per correre, perché so che farà caldo e che i rifornimenti arriveranno lentamente. Questo mi permette di idratarmi spesso. Approfitto dei rari e brevi tratti pianeggianti o in discesa per ritrovare una falcata decente. Dopo 2 km supero di nuovo alcuni concorrenti: le gambe tornano un po’. Nessuno nella mia categoria... continuo a spingere al limite di ciò che i miei muscoli riescono a sopportare. Km 3, km 4, ancora nessuno... finalmente, vicino alla cima, raggiungo un messicano che mi aveva superato verso la fine della bici. Sono nella top 5 e il circuito torna favorevole, con più tratti scorrevoli in cui posso rilanciare con le gambe un po’ recuperate. Nei 2 km successivi supererò il quarto, il terzo e poi il secondo (secondo i miei calcoli). Ora gestisco i crampi, ma mi trovo nella parte che preferisco: lunghe discese tecniche, curve, rilanci, alberi da saltare, ruscelli, ecc. Dietro di me ho un concorrente di 25-30 anni che non mi molla e mi “spinge”. Non so dove sia il primo della mia categoria, probabilmente lontano, ma continuo a spingere e a superare concorrenti di altre categorie, anche per evitare un eventuale ritorno. Alla fine non raggiungerò il primo e nessuno mi riprenderà, ma concludo la gara avendo dato tutto! Negli ultimi metri sulla spiaggia e poi sull’erba, David, Florence, Michèle, Maëlle e Julian sono lì a incitarmi. Neanche loro ci credevano, vedendomi partire per il trail, ma per fortuna ho continuato a provarci fino alla fine senza mollare nulla, e ha dato i suoi frutti.
Il primo mi rifila 9’ in mountain bike. È campione brasiliano di cross country e marathon in mountain bike, ed era fuori portata, anche se gli recupero 3’ nel trail.
E così si conclude la stagione di triathlon con una nota positiva. Per curiosità, sono decimo (su 30) nella classifica della doppietta Kona-Maui e primo (su ... 2 😄) nella mia categoria. A Maui faccio un tempo migliore dei primi due della doppietta, che a Kona si aggiravano sulle 9h40.
Grazie a tutti per gli incoraggiamenti prima, per aver seguito la gara durante e per le congratulazioni dopo la gara. Un ringraziamento speciale alla mia famiglia, presente sul posto: mi dico che anche questo avrà contribuito al successo di questa seconda parte.
A prestissimo in gara, per condividere un allenamento, uno stage o ... una Rulles. Mahalo!
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